Tra benessere e carriera: lavoratori in cerca di un nuovo centro di gravità permanente

I dati sulle tendenze attuali non lasciano dubbi: mantenere un equilibrio fra vita e ambizioni è l’imperativo di questa era professionale

Non più il dio denaro, non più l’avanzamento di carriera: il Santo Graal dell’individuo nel post pandemia è ricercato nella “work life balance”, specialmente se si parla di giovani generazioni.

I risvolti sono diversi: sempre più persone si accontentano di ruoli per i quali sono sovraqualificati, le imprese prendono in considerazione la settimana corta come soluzione e l’intelligenza artificiale fa capolino proponendosi da un lato come supporto alle attività lavorative quotidiane.

Vita o lavoro? È questo il (nuovo) dilemma 

La rinuncia alla carriera da parte di un numero crescente di individui riflette un nuovo mosaico delle priorità personali e il cambio di passo è evidenziato dai dati del Randstad WorkMonitor 2024

Secondo il report, nei 30 paesi analizzati il 50% dei lavoratori non è interessato all’avanzamento di carriera. In Italia le tendenze vengono confermate, anche se ancora molti lavoratori sono disposti ad accettare incarichi che non consentono la separazione tra vita privata e professione, anche spaventati dagli effetti negativi dello tsunami-Covid.

La tendenza alla ricerca di ruoli che diano spazio alla cura di sé, alla realizzazione dell’individuo e la possibilità di trascorrere più tempo con la famiglia e gli amici è in aumento e rappresenta uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio. 

E se ciò corrispondesse a prospettive di guadagno minori? 

Non è un dramma per il dipendente di oggi, specie se appartiene ai Millennial o alla Gen Z, che ha imparato a fare spallucce di fronte alla possibilità di una promozione in meno se ciò vuol dire stare meglio con sé stessi.

Un giorno di lavoro in meno: il compromesso delle aziende

La settimana corta è una delle soluzioni a cui le imprese ricorrono per venire incontro a queste nuove necessità. Il modello, che prevede una riduzione delle ore lavorative senza una diminuzione del salario, è sempre più adottato dalle aziende che comprendono l’importanza di promuovere il benessere dei propri dipendenti.

Come ci fa notare la piattaforma TeamDifferent , l’adozione della settimana corta da parte di Intesa Sanpaolo, Lamborghini e Luxottica dimostra che questo approccio è praticabile. Ma non solo: può portare a risultati positivi per l’ambiente lavorativo dell’azienda e per la sua produttività. 

La settimana lavorativa di 4 giorni non è, però, a misura di tutti. In alcuni settori, soprattutto quelli con necessità di presenza costante come la sanità o l’edilizia, la settimana corta potrebbe non essere applicabile. Anche per le piccole imprese, con margini di guadagno ridotti, potrebbe essere difficile, se non impossibile, ridurre le ore di lavoro.

AI e Metaverso scendono in campo

E allora in che direzione si va?

Intelligenza Artificiale e Metaverso offrono un ventaglio di nuove opportunità per consentire ai lavoratori di svolgere le proprie attività in modo flessibile e remoto e alle imprese di annullare le barriere fisiche e concedere una maggiore libertà di scelta. 

Il metaverso mette a disposizione un ambiente virtuale in cui le persone possono interagire come se fossero fisicamente presenti nello stesso spazio, pur essendo in luoghi diversi del mondo. Ciò promette di ridurre lo stress e i disagi associati alla vita in ufficio tradizionale e permette ai lavoratori di bilanciare meglio le esigenze professionali e personali.

D’altro canto, numerosi settori sono interessati all’automatizzazione dell’AI, che elimina i compiti ripetitivi in modo che i lavoratori possano dedicarsi ad attività più creative e ad alto valore aggiunto.

Cosa c’è sotto?

Capire cosa dà origine ai fenomeni che coinvolgono aree così ampie del sistema imprenditoriale è essenziale per interpretare il cambiamento in corso. 

Da quanto detto emerge, infatti, che a fermentare dietro la richiesta di nuovi asset lavorativi è la presa di consapevolezza circa l’importanza del benessere mentale e fisico che dilaga nella società contemporanea, così come della ricerca di una vita più soddisfacente e significativa nel complesso.

In Sweet Spot Strategy sappiamo che il benessere delle imprese è direttamente proporzionale a quello dei dipendenti. Crediamo nel miglioramento e ne raccontiamo ogni sfaccettatura, come sappiamo fare noi: in modo chiaro e mai banale.

Nella nostra pubblicazione trovi anche un caso studio siciliano: Gruppo Altea ha scelto Sweet Spot Strategy per raccontare il patto di responsabilità messo in campo per assicurare un migliore equilibrio vita-lavoro al team e la riuscita di un progetto comune.

Vuoi sapere come contattarci? Scrivi a comunica@sweetspotstrategy.it.