“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ovvero come comunicare gli intangible assets
Come scegliere quelle che possono diventare, oltre che valore per l’azienda, anche temi di comunicazione?
Attraverso l’analisi di materialità.
Vi spieghiamo cos’è e perchè può creare valore per la tua azienda.
Come comunicare in modo efficace l’invisibile?
Uno degli strumenti che abbiamo a disposizione come esperti di comunicazione e relazioni pubbliche è l’analisi di materialità, che incrocia l’aspetto analitico e quello relazionale che fa emergere il valore degli intangible assets e permette di costruire lo storytelling più coerente con le aspettative e i temi di interesse degli stakeholder.
Raccontare il valore degli intangible asset è diventato sempre più rilevante, soprattutto, a seguito della crescente richiesta di trasparenza da parte di investitori e clienti.
La compliance agli ESG, in quest’ottica, non è solo una delle possibilità, ma un’opportunità strategica di business.
Per questo, individuare ciò che ha un impatto sul business e ciò su cui il business può avere un impatto è fondamentale per orientare sia decisori e top management, che la comunicazione. Una visione bidirezionale per rispettare la logica “osmotica” della visione di sostenibilità.
Questo processo prende il nome di analisi di materialità: si tratta di un percorso che consente di cogliere e mettere a sistema le priorità gli aspetti di governance, ambientali e sociali, rilevanti per un’azienda e i suoi stakeholder.
L’analisi di materialità consente, infatti, di focalizzarsi su ciò che conta davvero, contribuendo a definire con un metodo condiviso le esigenze di comunicazione e a rafforzare la reputazione dell’azienda.
Le interviste e i questionari: l’analisi di materialità si conduce attraverso un questionario online sottoposto al top management e a un panel rappresentativo di stakeholder interni ed esterni all’azienda.
Il framework: è fondamentale prima ancora di realizzare l’analisi di materialità scegliere il framework di riferimento per impostare il lavoro. Ogni framework ha un suo pubblico e una declinazione di materialità differente.
Optare per una cornice è cruciale per capire a chi rivolgersi e come farlo.
Un esempio? Il GRI, Global Reporting Initiative, è il framework utile per chi vuole impostare un’analisi di materialità riferita all’impatto economico, ambientale e sociale di un’organizzazione.
L’output: una mappatura dal valore strategico che distribuisce e organizza tutti gli indicatori identificati in fase di analisi.

Identificazione degli intangible asset chiave: ad esempio, se state enfatizzando la vostra cultura aziendale, le metriche potrebbero includere il tasso di soddisfazione dei dipendenti, l’employer branding o la talent acquisition.
Coinvolgimento degli stakeholder: dialogare e ascoltare le opinioni dei portatori d’interesse per comprendere meglio quali asset sono vedere comunicati e quali considerano importanti per l’azienda.
Costruzione di una narrazione efficace e aderente: una volta identificati gli intangible assets chiave per un’azienda, occorre raccontarli costruendo una narrazione efficace e aderente che li metta in risalto e ne esploda il valore reale.
La necessità di raccontare storie dimostra come questi asset influenzano positivamente l’azienda e la sua capacità di generare valore.
Comunicazione continua: la comunicazione degli intangible asset richiede uno sforzo relazionale continuo, per tenere aggiornati gli stakeholder su progressi, difficoltà e risultati desiderati o raggiunti.
Dare valore agli intangible asset è la vera sfida di comunicatori e relatori pubblici in un mercato altamente competitivo come quello del business oggi.
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